Maddalena Monari: le origini

Maddalena DepliantSono nata nel 1950, il 24 Ottobre, sotto il meraviglioso segno dello scorpione, abbandonandomi da subito a ciò che di più selvaggio e naturale c’è nel verbo vivere.

Nel dopoguerra la vivacità dei bambini era il simbolo della speranza e della vita e nella mia famiglia la sgridata era solo un rito che di fatto non ha mai bloccato la mia vivacità e il mio movimento.

Movimento sperimentato sugli alberi, rotolandomi nel terreno e correndo all’impazzata. Fino ad undici anni tutte le possibilità che il corpo mi ha dato le ho vissute. La mia libertà e la mia bellezza sono state bloccate a quell’età. Vivevo a Casalecchio e non c’era la scuola media, quindi i miei genitori decisero di mettermi in collegio. Finirono le corse, la libertà di movimento e iniziarono le scarpe ortopediche, le divise, le suore.

La potenza della mia infanzia ha combattuto questi impedimenti con rabbia e violenza; dopo un anno la mia famiglia si trasferì a Bologna, dove terminai le scuole medie inferiori libera dalle mura del collegio ma con qualche muro nel mio corpo.

I miei diciotto anni arrivarono nel mitico 1968. Il movimento studentesco, il clima di comunione e di ribellione, il calore fra noi ragazzi e la voglia di cambiare il mondo fecero riaffiorare in me il desiderio di muovermi ed amare e furono il primo passo per abbattere qualche muro nel mio corpo. La ribellione era diventata la mia bandiera e la mia salvezza. Non vedevo più tutto con gli occhi della mia famiglia ma riprendevo il modo di sentire che avevo da piccola. La bellezza e la passione tornavano a casa.

Nella mia famiglia la bellezza ha sempre avuto un posto particolare. Bellezza non dell’apparire ma come possibilità di esprimere se stessi. Mio padre per tutta la vita ha importato prodotti cosmetici e il mio destino lavorativo doveva essere al suo fianco. La cura del corpo è sempre stata anche per me molto importante.

Non ho lavorato al suo fianco!

Dalle basi familiari e dalla storia della mia vita ho iniziato un percorso che mi ha portato agli studi della fisioterapia.

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Il Centro Monari – Dove curarsi di sé

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl Metodo Monari è un lavoro sul corpo e sulla struttura muscolare che ha come obiettivo quello di sciogliere i blocchi e le rigidità che compromettono l’armonia e la salute della persona.

Le tecniche della Dott.ssa Monari diventano realtà nel Centro Monari di Bologna, massima espressione del suo metodo. La struttura è stata infatti progettata e realizzata come luogo ideale in cui mettere a frutto questo approccio. Il Centro conta al suo interno due grandi palestre e molti spazi per potersi rilassare, conversare e leggere, fra cui un giardino d’inverno con palme e banani. La scelta di questi ambienti è mossa dalla volontà di rendere il luogo estremamente accogliente e rilassante attraverso uno studio minuzioso della struttura, degli ambienti e dei colori.

Una volta entrati nel Centro il primo passo da compiere è un esame obiettivo con la Dottoressa Monari, a cui segue l’inizio di un percorso che solitamente si svolge in gruppo. Le sedute spesso sono precedute dal bagno turco: il vapore prodotto apre i pori della pelle liberandola dalle impurità, distende i muscoli rendendoli più tonici ed elastici e crea una buona base per ogni tipo di cura.

Il Metodo Monari

Centro Monari BolognaConvenzioni sociali, sofferenze e incomprensioni costringono il corpo a irrigidirsi trattenendo ciò che non può esprimere e soffocando una nostra natura sana, libera e selvaggia.
Spalle rigide, mandibole serrate e bacino bloccato impediscono ogni movimento e lamentano la loro prigionia con forti dolori.

Artrosi, artriti, mal di testa, mal di schiena, ernia al disco, scoliosi, artrosi all’anca, periartrite di spalla, spesso sono l’effetto di muscoli rigidi.
I muscoli rispondono ad ogni nostra emozione; lo spavento ci chiude le spalle, quando la vita ci sta stretta stringiamo i nostri muscoli. Le rigidità muscolari parlano troppo spesso di una sofferenza emotiva.
Sono la testimonianza della nostra solitudine.
I blocchi muscolari sono spesso creati dalla mancanza di calore, dall’impossibilità di lasciare libero il corpo di vivere sensazioni e emozioni. Continue reading